Scario, dove i monti incontrano il mare

Oggi vi porto a Scario, in Italia , alle coordinate: 40°03′00″N 15°29′09″E

Ci si arriva con l’autostrada A3 da Napoli direzione Salerno e si prosegue sull’A2 sino all’uscita di Buonabitacolo – Padula per poi prendere la SS517var sino al termine e seguendo poi le indicazioni per Scario (meno di 4 km).


Scario, piccolo borgo del Cilento, di definizioni ne ho sentite varie durante la mia settimana di vacanza, ma credo che la più significativa sia proprio quella del titolo di questo post: è un paesino in riva al mare che conta circa 1200 residenti con a ridosso le colline e il Monte Bulgheria (1225 metri), che svetta maestoso come a protezione, detto anche la leonessa addormentata.

Percorrendo gli ultimi chilometri in discesa dai monti che circondano il Golfo di Policastro, arrivando con l’auto, si avrà la sensazione di andare incontro al mare. Arrivati a Scario, il colpo d’occhio è davvero unico: il paese si protende sul mare e ci si ritrova in un tempo sospeso dove la fretta e gli orari sono banditi. Vedremo però che un caso in cui gli orari vanno rispettati esiste, ma per un ottimo motivo!

Perché fare una vacanza a Scario? Per il mare, ovviamente!
Ora, se siete amanti delle belle spiagge di sabbia, con l’acqua che lentamente diventa più profonda e due lettini sotto l’ombrellone… fermatevi qui, non andate oltre! Non sono spiagge per voi 🙂
Qui il mare e le calette sono di una bellezza prorompente, incontaminate, selvagge, dai colori intensi e mediterranei ma scomode – e tanto – perché raggiungibili unicamente con barche private o con un servizio di trasporto affidato a società approvate dall’Ente Parco che cerca così di promuove un turismo responsabile per tutelare un patrimonio unico.

Per alloggiare non posso che consigliare uno dei tanti B&B che sono disseminati sulle colline intorno al paese perché a Scario gli alberghi sono solo due e non in paese e poi perché vi perdereste il piacere di svegliarvi lontano dalla “confusione” e immersi nel verde. Sono infatti tutte strutture piccole, nella macchia o in qualche uliveto, silenziosi e molto confortevoli; un’auto è però necessaria per potersi spostare su e giù e nei dintorni.

Quando sono in vacanza è un po come se ogni giorno fosse sabato e poi l’ultimo mi sembra domenica. Anche a voi fa lo stesso effetto?
Il mio primo sabato con ancora un vago sentore di lunedì, decido di iniziarlo proprio dal mare per capire quanto ci sia di vero dietro la fama di “costa più bella del Cilento” e “mare incontaminato”.
Come dicevo all’inizio, per andare alle spiagge lungo la costa serve una barca – propria, a noleggio o come servizio navetta per le calette – o delle buone braccia per noleggiare una canoa. Io mi sono risparmiato le braccia e ho preferito un passaggio sul “barcone” in modo da poter portare qualche piccola comodità come l’ombrellone, uno spuntino per il pranzo, la reflex per queste foto e ovviamente acqua in abbondanza: non crediate infatti di trovare sulle spiagge il chioschetto con bibite e gelati…!
Il biglietto si fa al porto la mattina stessa e le barche della società Marina di Scario partono ogni ora dalle 09.00 alle 13.00 e poi ci sono i rientri a partire dalle 14.30 sino alle 18.00 quando più o meno su tutte le spiagge il sole tramonta. Il viaggio dura dai 30 minuti a poco meno di un’ora a secondo di quale spiaggia si vuole raggiungere. Quale vedere? Tutte, una diversa ogni giorno…! Se ci sono dei bimbi credo che le migliori siano quella dei Gabbiani e ancor meglio la Sciabica che offrono un fondale che degrada più dolcemente e l’ombra al pomeriggio arriva un poco prima. E aggiungo che ho sperimentato anche diversi orari: dalle 09.00 del primo giorno alle 13.00 dell’ultimo quando ormai ero entrato in modalità vacanza! Ecco il caso a cui accennavo inizialmente per il quale esiste un orario 🙂

Cosa dire allora del mare di questo posto? Giudicate voi… e ricordate che siamo in un’area marina protetta, niente pesca e portate via i vostri rifiuti perché nessuno passa a prenderli.

Ogni giorno mi sono goduto il tragitto dal paese alla spiaggia e poi al ritorno con il sole al tramonto che con il regolare andare della barca lungo la costa concede una mezz’ora di assoluto relax.

Un regalo inaspettato mi è arrivato quando una mattina mi sono ritrovato ad essere l’unico passeggero in partenza. Quale occasione migliore per fare due chiacchiere con chi gestisce questo servizio e saperne qualcosa di più sul Parco Nazionale del Cilento, Valle di Diano e Alburni, sulle spiagge e chiedere un paio di consigli?

Ho fatto così la conoscenza di Pippo che insieme al padre Guerino gestiscono la loro società di trasporto passeggeri “Marina di Scario” per le spiagge e le gite fino a Porto Infreschi con le due barche Orca BiancaVagabonda. Pippo si è gentilmente prestato a farmi da guida e devo dire che di consigli ne sono venuti fuori un paio niente male. Pippo che è un biologo marino, ama la sua terra e soprattutto il suo mare, mi ha spiegato che il Parco tutela questo tratto di costa meravigliosa e incontaminata e lo ha reso Area marina protetta. La Capitaneria di Porto controlla e sorveglia la costa affinché non vi siano abusi e sia effettivamente un’area sicura per tutti e che le barche per questo servizio siano moderne e con impatto ambientale ridotto. Lui ha fatto della sua passione un lavoro, come suo padre e suo nonno.

Qui l’andare al mare comincia dal viaggio, durante il tragitto apprezzi la costa rocciosa e piena di grotte, tutte abitate fin dalla Preistoria, e ti stupisci ad immaginare come poteva apparire questo luogo migliaia di anni fa. Quando ti portano in spiaggia si ha la sensazione di essere immersi nella natura e di esserne ospiti.

Ma come ci vedono gli scarioti a noi turisti? Mi dice che il turismo negli ultimi anni è cambiato e anche i turisti sono più sensibili a quello che è l’aspetto naturalistico della zona. L’Ente Parco ha difatti aperto e sistemato alcuni sentieri da tracking che da Scario vanno alla Grotta della Molara e alla Grotta dell’Acqua e verso il belvedere di Ciolandrea. Questo mi offre uno spunto interessante per i prossimi giorni…
E se volessimo mettere il naso fuori Scario? Volendosi allontanare un pochino ci sono: i borghi di San Giovanni a Piro, Bosco (Museo di Ortega), Acquavena, le grotte del fiume Bussento a Morigerati e le sorgenti dei capelli di Venere a Casaletto Spartano.
Insomma come al solito, molto da vedere e poco tempo!
Ultimo immancabile consiglio riguarda le tradizioni culinarie: non devo assolutamente andar via senza aver assaggiato la cianfotta e le alici ‘mbuttunate, più difficili da trovare. Io ringrazio Pippo e grazie anche a tutti i suoi collaboratori per la cortesia e gentilezza in ogni cosa, a terra come in barca 😊
E ora finalmente un bel tuffo al largo della spiaggia della Carcarella con la sua inconfondibile pozza bianca incastonata in un mare smeraldo!

E se oggi volessi andare al mare a piedi seguendo uno dei percorso di tracking?
Cambiamo per un giorno e guadagniamoci la spiaggia a forza di gambe e zaino in spalla!
Ho voluto provare uno dei sentieri che da Scario, a mezza costa, portano ad una delle sue calette conosciuta come la Grotta dell’Acqua.

Il sentiero inizia in prossimità del Villaggio “La Francesca” – ben indicato dalla segnaletica in paese – dove è necessario lasciare l’auto e proseguire per venti minuti (come da segnaletica CAI) a piedi. Lo dico subito: vuoi per il caldo – nonostante parte sia in penombra – vuoi perché mi sono fermato a fare delle foto, io ho impiegato più di trenta minuti. E’ ben tenuto, pulito e con diverse panchine all’ombra con indicazioni su flora e fauna. Il dislivello non è assolutamente impegnativo salvo che nella parte finale dove con delle scale scavate nel terreno si scende verso la spiaggia passando accanto alla grotta omonima.

Non credo dentro sia ancora attiva l’antica fonte che si racconta ci fosse anni fa, ma di certo si gode di un piacevole fresco fermandosi fuori. Comunque, ultimo sforzo e finalmente sulla spiaggia, completamente immersa nella macchia mediterranea, selvaggia e con ciottoli mediamente scomodi ai lati per cui vi consiglio di arrivare per tempo e prendere posto al centro a ridosso della parete rocciosa che offre un minimo di riparo dal sole fino a poco prima di ora di pranzo. Però che acqua…

E se invece volessi prendere una pausa dal mare e stare al fresco…?
Semplice, vado a Casaletto Spartano e mi fermo alle cascate dei Capelli di Venere che sono come un’oasi anche nella più torrida delle giornate estive.


In base a quanto di Robinson Crusoe c’è in noi, si può fare un spuntino sulla ghiaia in prossimità della cascata o lungo l’argine del torrente, usufruire di tavoli e panche sistemati dall’ente che gestisce il parco sotto gli alberi o una braciata in una casetta attrezzata a pagamento (portate il carbone perché non è compreso).
Per accedere all’oasi si paga un biglietto di tre euro per adulto che da diritto alla visita libera e al fresco 😉
Questa volta non portate l’acqua con voi perché c’è una fonte gelata con acqua leggerissima da cui bere a volontà; vi basterà un bicchiere o una bottiglia vuota. Si si, tranquilli, è potabile e vengono anche dai paesi vicini a prendere l’acqua…

Fate attenzione perché potrebbe essere aperto il piccolo museo con quello che resta del vecchio mulino per la macina ad acqua e magari se siete doppiamente fortunati, trovare il signor Antonio Amato, amabile narratore di tempi passati e ultimo gestore dell’impianto quando ancora funzionava e macinava il grano e vigeva il baratto per cui in cambio di una misura di grano si otteneva la macinatura. Eppure eravamo già all’inizio degli anni ’70!

Si ma quando si mangia?
In spiaggia mi sono fatto bastare un panino o della frutta ma la sera mi è piaciuto provare qualche locale caratteristico cercando di assaggiare la cianfotta e le alici ‘mbuttunate consigliate da Pippo 😉
E così tra una serata a casa di amici e un paio di nuovi locali che si sono rivelati appena decenti, mi sento di consigliarvi quello che per me è risultato il migliore e per il quale vale assolutamente la pena fare i quasi 8 km da Scario per arrivarci: U Trappitu ad Acquavena. Sembra una grande baita e offre pizza a legna e piatti di terra preparati con prodotti di stagione. Ho assaggiato un antipasto di salumi veramente buono con una loro specialità che è la ricotta passata qualche minuto nel forno a legna e poi dei maltagliati integrali fatti in casa con zucchine, fiori di zucca e polvere di ulive nere.

Mi avrebbero tentato anche degli spaghetti quadrati con crema di melanzane, pomodori secchi e ricotta stagionata ma le porzioni non consentono assolutamente un doppio primo! Alla cianfotta però non ho detto no: in umido è assolutamente da assaggiare.

 

Spero di avervi dato qualche spunto utile se vorrete trascorrere qualche giorno a Scario e ricordate di rispettare il mare e le sue coste e tutta la natura che in questi posti ancora è quasi intatta.
Buon viaggio!

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