Cattedrale di Pozzuoli e Rione Terra

Avevo visitato questa bellissima Cattedrale già alcuni mesi fa ma appena mi si è presentata l’occasione di una nuova visita, l’ho colta al volo, tanto più che si è trattato di un Instameet proprio al Rione Terra, luogo ove sorge questo edificio dedicato ai Santi Procolo e Gennaro. Potete trovare la storia dei martiri puteolani – i piu noti sono appunto Procolo e Gennaro – qui.

La Cattedrale è stata edificata sui resti di edifici delle epoche precedenti, come tutto il Rione Terra, e una frase di Alberto Angela lo descrive molto bene “C’è un quartiere dove i capitoli della lunga storia di Pozzuoli si sono sovrapposti come pagine di un libro, il Rione Terra”. In origine pare ci sia stato un tempio di età repubblicana risalente al 194 a.C. restaturato da Silla nel 78 a.C. e sulle cui rovine il mercante Lucio Calpurnio, fece erigere il tempio di Augusto proprio in onore dell’imperatore Ottaviano Augusto

Si presentava come un tempio pseudoperiptero esastilo, con nove colonne scanalate sui lati lunghi, di ordine corinzio con due rampe laterali ascendenti al basamento del pronao. La cella era di forma quadrata e fu costruita con blocchi di marmo bianco delle Alpi Apuane, connessi tra loro senza l’impiego di malta. In questa maniera fu realizzato anche il resto dell’edificio.

Medioevo e Rinascimento

Tra la fine del V e gli inizi del VI secolo i puteolani decisero di dedicare questo edificio augusteo al santo patrono Procolo. Nel 1538 subì gravi danni per lo sprofondamento di Tripergole e la conseguente nascita del Monte Nuovo.

Il rifacimento barocco

Nel 1632 il vescovo Martín de León y Cárdenas, in conformità ai dettami della controriforma, diede avvio alla ricostruzione del duomo, che terminò nel 1647. Dopo aver sfondato la parete nord del tempio romano, fu realizzato un nuovo coro e messo in collegamento con la sala Capitolare, che oggi si presenta ricoperta da affreschi raffiguranti tutti i vescovi di Pozzuoli fino al 1732. Inoltre, nel 1633, fu costruito un nuovo campanile, (demolito nel 1968, dal quale sono state recuperate tre delle sue quattro antiche campane).

All’interno del duomo fu realizzata una cappella adibita al culto dell’Eucarestia sormontata, all’esterno, da una cupola maiolicata e decorata internamente con marmi e, nei pennacchi della cupola, con la raffigurazione, ad affresco, dei quattro evangelisti, che, malgrado i recenti restauri, si presentano deteriorati. In origine presentava un altare in marmi policromi e un ciborio riccamente decorato con lapislazzuli e altre pietre dure dei quali si sono perse le notizie da molto tempo.

Anche il resto del duomo fu arricchito dal de León con splendidi quadri di noti artisti dell’epoca, tra i quali si ricorda, innanzitutto, Artemisia Gentileschi, autrice delle tre tele San Gennaro nell’anfiteatro di Pozzuoli, Santi Procolo e Nicea, Adorazione dei Magi. Questo fa della Cattedrale di Pozzuoli non solo una tappa fondamentale per chi voglia conoscere ed apprezzare la produzione artistica della grande pittrice, ma anche un raro esempio di luogo sacro cristiano ampiamente decorato (con un totale di circa 18 metri quadrati di tela) da un’artista femminile.

L’incendio

La navata centrale della Cattedrale venne completamente distrutta da un incendio, nella notte tra il 16 e il 17 maggio 1964, divampato dall’altissimo tetto in legno che copriva la volta in incannucciato, e fu così intenso da sviluppare un calore da calcinare anche i muri di pietra e i marmi antichi. La consistenza non risultò compromessa e benchè molto degradata, restava la facciata. In luogo di un possibile intervento di restauro delle parti dannegiate dall’incendio, prevalse la scelta di rimuovere completamente la sovrastruttura barocca che includeva il tempio romano.

Bradisismo e restauro del Tempio-Duomo

Il Rione Terra, entro il quale sorge la cattedrale puteolana, fu sgomberato nel 1970 per i danni subiti a seguito di una crisi bradisismica. Rimase solo il Vescovo per salvaguardare lo svolgimento dei lavori di restauro, iniziati nel 1968 e guidati dal noto museografo Ezio De Felice, ma gli intoppi burocratici e le difficoltà di reperimento dei finanziamenti, ritardarono enormemente l’esecuzione, portando, il 10 maggio 1979, alla definitiva interruzione delle opere. Il terremoto del 23 novembre 1980, con il forzato allontanamento del Vescovo, e l’accentuazione del bradisismo del 1983-84 poi, determinarono il totale abbandono del monumento, che fu sottoposto ad atti vandalici e saccheggi. I lavori ripresero nel 1994, dopo una interruzione di circa due anni, grazie alla costituzione di un consorzio, denominato “Rione Terra”. Infine, nel luglio 2003, la Regione Campania bandì un Concorso internazionale di progettazione per il Restauro del monumento, vinto dal progetto del gruppo guidato dall’architetto Marco Dezzi Bardeschi con il motto “Elogio del palinsesto”.

Oggi, a seguito dei restauri non ancora ultimati che prevedono LateraleDuomoancora la costruzione di un nuovo campanile, la cattedrale si presenta come l’unione di due realtà apparentemente opposte: il tempio classico e la chiesa tardo barocca, da qui l’identificazione del monumento con il nome di Tempio-Duomo.

I resti della facciata della cattedrale barocca sono stati conservati come quinta di accesso al Duomo, costituendo una sorta di nartece scoperto che precede la nuova facciata in cristallo strutturale sulla quale sono state rappresentate in serigrafia le colonne frontali del pronao andate distrutte.

La cattedrale presenta un’unica navata, allestita nella cella e nel pronao, InternoDuomoi cui intercolunni laterali sono stati richiusi con alte pareti in cristallo strutturale, dell’antico Tempio romano; è stato riportato il pavimento del Tempio alla sua quota originaria ed è stato scavato al suo interno il piano dello stilobate realizzando un piano inclinato (con le panche) di raccordo con lo spazio del presbiterio posto ad una quota più bassa, in modo da valorizzare il percorso archeologico sottostante, nel quale sono conservati i resti del Podio di età repubblicana identificato con il Capitolium della colonia romana del 194 a.C.

Nel presbiterio è stato allestito un nuovo altare rivolto verso i fedeli, una sede posta in luogo dell’antico altare maggiore, andato perduto e un ambone artistico in marmo, nel coro invece sono stati recuperati gli affreschi dell’inizio del XX secolo e sono state ricollocate le 13 tele barocche rimosse dopo l’incendio.

Rif. Wikipedia e Middione R. a cura di, “Il Duomo di Pozzuoli”, Artem 2010.

Cattedrale S. Procolo Martire - Pozzuoli
Cattedrale S. Procolo Martire – Pozzuoli
La visita è poi proseguita lungo i vicoli del RIone Terra quasi tutto restaturato nella sua parte superiore e con i lavori ancora in corso agli edifici che scendono verso il mare.

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